“Cartelli umani” in soccorso dei turisti

Volontari Campus al posto della segnaletica dell’Hortus e di “Ciro”

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Se non avesse incrociato lungo il suo percorso da turista i «cartelli umani» non avrebbe mai saputo dove fosse l’Hortus Conclusus di Paladino. L’arcivescovo Felice Accrocca era uno dei tantissimi turisti che ieri pomeriggio affollavano il centro cittadino. C’erano gruppi familiari, presidenti dei Rotary Club di più regioni, e anche un centinaio di giovani studenti dell’Erasmus di ogni parte del mondo. Monsignor Accrocca era insieme ad alcuni giovani della sua ex parrocchia di Latina. Tra piazza Santa Sofia e vico Noce la «segnaletica che indicava (finalmente) la direzione di marcia verso la famosa opera realizzata da Paladino. L’arcivescovo, dopo avere apprezzato molto l’intervento del grande artista nella chiesa di Paduli, aveva espresso più volte il desiderio di visitare l’Hortus. «Cammino spesso a piedi lungo il corso ma fino a qui non mi è mai riuscito di notare indicazioni – dice il presule -. Certo la città è talmente ricca di arte e di storia che meriterebbe che tutti la conoscessero. In giornate, peraltro, come oggi, in cui il numero dei visitatori è notevole».

La segnaletica temporanea, ma utile almeno per un pomeriggio, è stata realizzata da un gruppo di volontari appartenenti a «Rete Campus Bn» che si sono collocati all’incrocio tra corso Garibaldi e Vico Noce indicando ai turisti il luogo dove si trova l’Hortus. Si sono, quindi, messi a disposizione, come guide, per accompagnare alcuni gruppi, e lo stresso vescovo, nella scoperta dell’opera di Paladino.
I «cartelli umani» hanno sostato anche all’altezza della Rocca dei Rettori per indicare la direzione di marcia verso la mostra del dinosauro Ciro. Quindi proprio dinanzi alla sede della Soprintendenza al viale degli Atlantici dove giace nel’anonimato il reperto dell’era jurassica più famoso al mondo. Un vero scandalo al quale da anni, nonostante le sollecitazioni, la Soprintendenza non pone rimedio.
Hortus e Ciro. Ecco due esempi di tesori «nascosti». Sarebbero in grado da soli di intercettare flussi turistici straordinari (per Ciro, a esempio, si riuscirebbe ad attrarre in città migliaia di studenti da tutta Italia) ma che non vengono sfruttati. La segnaletica dei monumenti cittadini risale a 40 anni fa, quasi scomparsa ormai quella turistica in generale. Per rifarla servirebbero poche migliaia di euro, eppure si attendono progetti straordinari come quelli di «Cultura in movimento», per milioni di euro, che non hanno alcuna possibilità di realizzazione.
«Rete Campus» lancia la proposta alle associazioni di creare gruppi di «cartelli umani» diffusi sul territorio urbano per indicare, almeno nei weekend, la posizione dei principali monumenti della città.
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