UN EURO A STUDENTE PER SALVARE GLI AFFRESCHI

Dieci anni fa. Era il 2007, dai detriti degli scavi spuntarono gli affreschi, ormai noti in tutto il mondo come i «Sabariani». La cerimonia congiunta del ricordo della scoperta e del mancato restauro si svolge nella piazzetta che ospita, senza troppa «convinzione», l’antica cripta di epoca longobarda. Ci sono gli studenti, esponenti della società civile, tecnici e imprenditori.

«Resistete!», è il grido lanciato verso il sito archeologico. Gli affreschi lottano per la sopravvivenza, perché non si riducano in briciole. Tre anni fa l’allarme per la loro sorte. Oggi ancora silenzio sul restauro, ritenuto urgente sin dall’inizio della loro nuova vita. «Ammazzati» quasi nella culla, si cerca ora di rianimarli. Dal reparto di terapia intensiva, tra una visita e l’altra, non si è ancora riusciti a trasferire gli affreschi almeno in corsia dove praticare terapie meno convulse.

La notizia è che in soccorso dei «familiari» diretti degli affreschi in coma (Soprintendenza e Comune) arrivano i parenti, spesso considerati alla lontana. Gli studenti delle scuole cittadine sono pronti a versare un euro a testa per salvare le opere d’arte. La loro disponibilità è già contagiosa. Nel corso dell’incontro in piazza Sabariani, promosso da Rete Campus Bn nell’ambito del progetto «Città a scuola, scuola di città», i rappresentanti della Fondazione Cotroneo annunciano la loro partecipazione alla campagna di sostegno economico (la cifra messa a disposizione potrebbe raggiungere anche i 50.000 euro) ma soprattutto si dichiarano disponibili a seguire il più articolato progetto per le scuole, soprattutto a favore della conoscenza e tutela dei beni culturali. «Siamo pronti a condividere qualsiasi azione venga posta in essere per la valorizzazione della città storica e dei suoi tesori d’arte – afferma Gianraffaele Cotroneo -. Lo dico per una questione affettiva, nel caso degli affreschi, ma più in generale perché ritengo che occorra dare una svolta di mentalità e assecondare con maggiore concretezza gli sforzi della parte più responsabile e appassionata della società civile».

Appunto, la passione. La campagna «Un euro per i Sabariani» è nata nel corso del Citywatching che Rete Campus promosse con gli studenti nel maggio scorso. Pasquale Abbatiello, all’epoca alunno del liceo Giannone, salì sul tetto della cripta e propose l’idea. «Non potremmo sopportare – ora dice -, come studenti e giovani della città, che si perdano dei capolavori per l’incuria e la pigrizia delle istituzioni. Proviamo a fare qualcosa di concreto anche noi. Sono convinto che da questa prima tappa nasceranno azioni più consapevoli per la rinascita del territorio». La raccolta fondi nelle scuole ha soprattutto un grande valore simbolico. Nella attualità dell’emergenza però vanno inseriti i 50.000 euro deliberati dal Comune e facenti parte del piano di ristoro ambientale da parte di Terna per gli espropri e i lavori di elettrificazione. Sarebbero bastati secondo alcune perizie, poi la somma occorrente è lievitata.
Ricordiamo che nel piano di gestione del nascente sito Unesco «Longobardi in Italia: i luoghi del potere», si fa esplicito riferimento ad una messa in sicurezza della cripta e alla sua apertura al pubblico. Nulla di tutto questo è avvenuto in 10 anni, a parte la costruzione di una copertura provvisoria.

L’offensiva, annunciata nel decennale in piazza Sabariani, va nel segno della collaborazione con le istituzioni e non riguarderà solo il sito archeologico ma l’intero percorso medievale. «Intanto per gli affreschi – afferma l’architetto Piergiorgio Romano – potremmo anche immaginare, se le condizioni ambientali dovessero risultare a rischio, di proporre di trasferirli e musealizzarli all’interno della restaurata chiesa di Santa Teresa che è di proprietà dell’Università del Sannio».

STUDIO E RESTAURO DELLA CITTA’ MEDIEVALE
Patto Scuola-architetti-Ance-Fondazione Cotroneo

Se per gli affreschi dei Sabariani si festeggia il decennale del ritrovamento (ma anche il ricordo del mancato restauro), siamo quasi al quarantennale per i ponteggi in legno collocati al di sotto degli stupendi pontili medievali che si trovano a pochi passi dal sito archeologico e dall’Arco di Traiano.
Ponteggi che ricordano il terremoto del 1980 ma che rappresentano il simbolo del degrado in centro storico e dell’incuria permanente rispetto a una fetta di città assolutamente strategica per la valorizzazione dei suoi beni culturali.

Anche questi pontili di epoca longobarda, come gli affreschi, rientreranno nell’azione condivisa tra studenti e associazioni professionali inserita nel progetto «Città a scuola, scuola di città» promosso da Rete Campus Bn dallo scorso anno per contribuire a creare le condizioni affinché la scuola torni a essere anche un formidabile terreno di coltura della partecipazione civile e democratica. Il tentativo coinvolge dieci istituti di istruzione superiore della città e punta a «contribuire in maniera sistemica al recupero di conoscenza e di condivisione attiva del territorio e delle sue complesse dinamiche sino a trasformare i giovani in protagonisti efficaci e permanenti del vivere quotidiano». Ma anche del loro futuro che possa essere possibilmente non identificato in quel biglietto di sola andata verso altre città.

Si parte con il portare a scuola la città, la sua storia, le sue potenzialità economiche, l’attività politica, quella delle varie istituzioni, e fare in modo che la scuola contribuisca a rilanciare, a vantaggio del territorio, azioni concrete e competenti e una sana passione civile, «in un contesto fortemente condizionato da disegni strumentali e da una logica di deleghe permanenti tra l’indifferenza e la rassegnazione». Il progetto di cittadinanza attiva prevede di far crescere disponibilità meno «svogliate» da parte dei giovani studenti rispetto a quelle concesse a percorsi oltre le mura considerati quasi obbligatori e divenuti anch’essi di stucchevole routine. Gli studenti creeranno un Osservatorio permanente Scuola-territorio, con la partecipazione di rappresentanti di ogni istituto, che diventerà lo strumento operativo del progetto.

Appunto, operatività. Proprio nel giorno di cui gli studenti scioperano per una revisione del programma governativo di alternanza scuola-lavoro, da piazza Sabariani nasce un piano concreto in condominio tra studenti, specialisti, tecnici e associazioni. Riguarda la bonifica e il restauro del percorso medievale, forse l’area più degradata della città, una discarica in mezzo a pontili e reperti archeologici conficcati in ogni muro.
Un programma ambizioso ma che esplorerà opportunità del tutto nuove, anche in materia normativa. L’annuncio, nell’ambito della «cerimonia» per il decennale del ritrovamento degli affreschi longobardi. Con gli studenti, per i quali si attiveranno laboratori specifici, scendono dunque in campo l’Ance (associazione dei costruttori), la Fondazione Cotroneo, la Federarchitetti (sezione di Benevento), il pool di esperti di Rete Campus Bn, associazioni culturali, i volontari del Fai ed esponenti di movimenti ambientalisti.

«Siamo disponibili a raccogliere la sfida Potremmo puntare a un protocollo che preveda un intervento di soggetti privati in questa parte di patrimonio storico della città – spiega Mario Ferraro, presidente dell’Ance sannita -. Contribuiremo al progetto delle scuole che evidentemente è da estendere a quanti hanno a cuore le sorti della storia e della cultura di Benevento». L’Ance terrà la sua terza giornata di studio, il prossimo anno, proprio sui beni culturali, e sarà in prima linea ora nel percorso proposto da Rete Campus favorendo l’inserimento degli studenti in attività di alternanza scuola-lavoro. Stessa ipotesi operativa, con la possibilità di un concorso di idee preliminare, quella formulata dal presidente nazionale di Federarchitetti Nazzareno Iarrusso. «Avvieremo protocolli con la rete degli istituti che aderiscono al progetto – dice – facendo in modo che la formazione sui beni culturali possa avere immediatamente occasioni di applicazioni pratiche su un obiettivo che riteniamo anche noi di estrema urgenza per la città».

Via ai lavori, dunque. Entro la conclusione dell’anno scolastico sarà presentato un progetto tecnico esecutivo di sistemazione del percorso medievale e resi pubblici i risultati del lavoro degli studenti con riferimenti anche alla promozione turistica e alla toponomastica cittadina.

FORMAZIONE ALLA CITTA’ TRA TEATRO E TOPONOMASTICA
“Il teatro delle strade”

Farà parte integrante del protocollo che sarà stipulato tra scuole, Rete Campus, Federarchitetti, Ance e Fondazione Cotroneo. Sarà uno dei prodotti finali del programma annunciato in piazza Sabariani nel corso della commemorazione dei dieci anni degli affreschi. Si tratta del laboratorio creato per la conoscenza e valorizzazione della città e della sua storia attraverso la toponomastica. Sarà infatti avviato il progetto «Il teatro delle strade». Gli sudenti, con l’aiuto di storici e di registi teatrali studieranno i personaggi ai quali sono intitolate le strade del centro o delle periferie urbane e realizzeranno uno spettacolo sul campo per raccontare la storia del suo intestatario e le ragioni della scelta del Comune.

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