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Campus citywatching, buona la prima.

Nel mirino dei ragazzi c’è finalmente la città. E non certo per vandalizzarla, ma per scoprirla in maniera diversa e magari riuscire a curarne le ferite. Una città ritrovata da parte di quasi trecento studenti degli istituti secondari superiori che hanno avviato un percorso, promosso da Rete Campus Bn intitolato «Città a scuola, scuola di città» per una partecipazione attiva alla vita e alle problematiche del territorio.

Si sono guardati intorno in maniera consapevole, aiutati da alcuni storici, architetti ed esperti appartenenti alla rete di cittadinanza attiva, e dagli stessi docenti referenti.
Il primo Citywatching, nel quale i ragazzi si sono immersi con entusiasmo, ha consentito di puntare le loro macchine fotografiche o i cellulari su angoli affascinanti e misteriosi, ma anche su squarci di assoluto degrado.

L’esplorazione è partita da viale San Lorenzo, con prime tappe lungo il fiume Calore e dinanzi al monumento del Toro Apis e alla torre della Biffa. Quest’ultimo reperto, in epoca longobarda e nei secoli successivi era destinato alla funzione di avvistamento dei segnali premonitori di un’alluvione del Calore e riusciva nel suo compito grazie anche ai piccioni viaggiatori. Le attuali tecnologie non riuscite a imitare la «torre» nel caso della devastante alluvione del 2015. La modalità d’impatto degli studenti con l’«asse della bellezza» (l’intero centro storico), al quale era dedicata questa prima esperienza di Citywatching, è stata improntata al confronto tra la storia della città e la sua attualità.
I giovani esploratori si sono fermati nell’area dei bagni romani e nelle stradine con i resti di epoca imperiale incastonati nelle abitazioni ristrutturate, poi in piazza duomo e in piazza Orsini, nel palazzo arcivescovile, davanti agli scavi-immondezzaio dell’ex basilica di San Bartolomeo, lungo il corso Garibaldi, dinanzi all’obelisco egizio, nella piazza Sabariani sulla cripta con gli affreschi ancora da restaurare, nel reticolo di pontili medievali ormai fuori uso, all’Arco di Traiano, in piazza Piano di Corte, davanti al teatro San Nicola, intorno al complesso San Vittorino, in commemorazione dinanzi al teatro comunale, in piazza Santa Sofia e alla Rocca dei Rettori, inerpicandosi fino al tetto-terrazza.
In molti casi si sono svolte soste di riflessione durane le quali gli studenti hanno proposto anche eventuali azioni concrete da compiere per porre rimedio alle «ferite» prodotte dall’incuria e dal vandalismo, e per salvaguardare in futuro l’immenso patrimonio storico e artistico con una più diretta condivisione delle sorti del territorio.
Le scuole che hanno aderito al Citywatching, e nelle quali dal prossimo anno scolastico saranno istituiti i gruppi d’istituto dell’Osservatorio scuola-territorio, sono: liceo artistico «Virgilio»; liceo scientifico «Rummo»; liceo classico «Giannone»; liceo «de La Salle»; istituto «Galilei»; istituto «Rampone-Palmieri-Polo»; istituto «Lucarelli»; istituto «Alberti».
I risultati del Citywatching saranno pubblicati su un apposito sito (www.beneventopartecipata.org) creato per l’Osservatorio, i ragazzi protagonisti dell’esperienza inseriranno le foto scattate con allegate riflessioni e proposte. Applicheranno un bollino rosso a quelle situazioni che ritengono emergenze e il bollino verde alle altre che costituiscono delle risorse.
Un gruppo di alunni del liceo artistico ha già realizzato un film documento con immagini dell’anfiteatro sotterraneo, dei siti Santi Quaranta e Morticelli, e del rione Triggio. Un lavoro è stato anche svolto da alcuni alunni dell’istituto «Galilei».
Nel corso dell’estate, nell’ambito del «Campus solare», gli studenti si concentreranno su due azioni di lavoro pratico relative alla sistemazione di angoli artistici e storici ma problematici. A settembre scenderanno in campo per riproporre il protagonismo giovanile attivando l’Osservatorio studentesco con la collaborazione di alcuni docenti.
L’idea portata avanti da Rete Campus è quella di un «Condominio Benevento» in cui la migliore conoscenza del territorio e delle sue complesse dinamiche possa favorire pratiche virtuose di cittadinanza attiva nell’ambito del vivere quotidiano, e naturalmente una maggiore partecipazione.
Nello specifico si tenta di portare a a scuola la città, la sua storia, le sue potenzialità economiche, l’attività politica, quella delle arie istituzioni, e fare della scuola un laboratorio di rinascita di passione civile.

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Per un nuovo protagonismo del “popolo dell’albero”

Che fine farà il “popolo dell’albero”? Avrà ricaricato le batterie per resistere fino alla prossima scenografia? L’esperienza vissuta con l’installazione del luminoso simbolo natalizio in piazza Castello, è emblematica di un clima e di un bisogno compensativo rispetto alla crisi. Un rito collettivo di passaggio nel percorso di ricerca di un più radicato senso di appartenenza.
Il timore è che questa modalità di “simpatia urbana” venga ritenuta però un fine, finanche un programma politico, e non un semplice, forse anche utile, mezzo per raccogliere la dispersione del quotidiano.
Serve una narrazione della quale il “popolo dell’albero” adesso si faccia protagonista e non semplice assuntore di dosi consolatorie di comunità. Con la stessa capacità con la quale mostra di saper convocare i suoi cittadini, quest’Amministrazione ora deve affrontare la sfida della partecipazione, che possa diventare un fattore di stabilità e non semplice “eroismo di giornata”.

Rete Campus, impegnata nella seconda sessione di lavori delle commissioni permanenti sui temi della “Democrazia e partecipazione”, “Servizi e dignità delle persone”, “Cultura, l’economia delle idee”, e “Città a scuola, scuola di città”,

CHIEDE AL SINDACO DI:

  • Chiarire eventuali ostacoli sul percorso verso il regolamento per la gestione dei beni comuni e chiede un confronto urgente tra Comune e associazioni rappresentative nei vari campi dell’impegno sociale e culturale.
  • Far conoscere, attraverso gli uffici competenti, se vi siano eventuali ostacoli normativi per avviare le procedure di indizione delle elezioni per i consigli di quartiere, perché essi diventino scuola di democrazia (Capo Il dello Statuto, art.73) e neutralizzare così la inveterata tradizione della creazione di comitati spontanei, spesso attivati a comando o strumentali a interessi di parti politiche.
  • Se siano state attivate iniziative per tradurre operativamente la promessa di una maggiore vicinanza alle problematiche delle contrade.
  • Se vi sia la volontà di procedere alla istituzionalizzazione della forma referendaria consultiva online su alcuni temi di maggiore impatto sociale (Statuto comunale, Cap IV, articoli 79, 80, 81 e 82).

SOLLECITA

  • L’istituzione (Cap. II dello Statuto, art. 74) della “Conferenza Economica Cittadina” con compiti consultivi di supporto alla programmazione e alla promozione dello sviluppo nei settori delle attività industriali, commerciali, artigianali e agricole.
  • L’istituzione della “Conferenza degli Enti e degli Operatori Culturali” per valorizzare e tutelare le risorse e i beni culturali della città, potenziare gli studi di storia locale e per il coordinamento degli interventi nel settore delle attività culturali in generale (Cap. II dello Statuto, art. 74).

Rete Campus è disponibile a contribuire fattivamente al percorso di sviluppo delle forme più significative di partecipazione attiva dei cittadini al confronto e al dibattito sulle questioni decisive per lo sviluppo di Benevento.

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